Un’intervista con il Sifu Robert Chu
Alan Orr
E’ un grande onore per me presentarvi il mio sifu Robert Chu, alla sua prima intervista britannica. Dicono che anche un solo raggio di luce può far sparire molte ombre. Per me Robert Chu rappresenta questo raggio di luce e spero che per voi questa intervista sarà altrettanto illuminante.
Alan Orr: Permettetemi di presentarvi Robert Chu . Si occupa di arti marziali dal 1972, e si è specializzato nel Wing Chun Kuen. Nel corso degli anni è stato molto fortunato ad imparare diverse versioni di quest’arte quali ad esempio lo stile Yip Man da vari illustri istruttori, come il suo attuale maestro, Hawkins Cheung, e gli stiliYuen Kay Shan e Gu Lao dal suo buon amico e insegnante Kwan Jong-Yuen. Robert Chu è co-autore insieme a Rene Ritchie e Y. Wu del testo “Complete Wing Chun: the definitive Guide to Wing Chun’s history and traditions” e autore di numerosi articoli e colonne sulle arti marziali e sulla medicina tradizionale cinese. Vive a Los Angeles, California, dove pratica la medicina cinese ed è presente in Internet sul sito www.chusaulei.com .
Robert Chu: Grazie Alan.
AO : Sifu potresti iniziare a farci una premessa al tuo libro “Complete Wing Chun’? Cosa ti ha ispirato …?
RC: Il mio co-autore ed io non avevamo intenzione di scegliere questo titolo per il libro.Gli editori alla Tuttle avevano una serie di testi sulle arti marziali intitolati “Complete Aikido”, “Complete Tai Chi”e volevano intitolare il nostro libro secondo questo criterio. Non era nostra intenzione renderlo completo: doveva comprendere le tradizioni storiche del Wing Chun e avere diverse varianti, non solo quella sviluppata e resa popolare da Yip Man ed ora diffusa in tutto il mondo. Ci sono diverse branche e sottobranche del Wing Chu e nonostante tutte le differenze apparteniamo tutti alla stessa famiglia delle arti marziali.
AO: Una delle prime cose che mi attratto in te era il modo in cui sottolineavi l’importanza della struttura nei tuoi scritti, concetto che ora sembra essersi ampiamente diffuso. Quando le persone parlano di struttura, si riferiscono tutte alla stessa cosa ?
RC: E’ diventato un termine alla moda, vero? E le parole tendono tutte ad avere lo stesso suono , perciò molte persone potrebbero non sapere cosa intendo con il termine struttura. Non mi riferisco al modo in cui una forma appare di per sé, ma piuttosto alla sua funzione . Ho due massime; “lascia che l’applicazione sia la tua guida “ e “lascia che la funzione regoli la forma” poiché la maggior parte delle volte in cui ci si occupa di forma, lo si fa in modo passivo e senza un’idea precisa della sua funzione reale. Ad esempio molti praticanti di Wing Chun quando imparano la prima forma stanno in una posizione bloccata e si non muovono seguendo il movimento delle loro mani. Penso che le persone non debbano solamente sviluppare le loro posizioni di forza rimanendo seduti ma devono sapere come muoversi in ogni singolo movimento per renderlo più pratico. Questo è ciò che si intende con struttura corretta. La maggior parte delle persone ha una specie di struttura transitoria, ma non la enfatizza. Io ho voluto enfatizzarla. Come ho detto lo Wing Chun ha cinque aree principali di attributi che tutti dovrebbero avere e tutti dovrebbero sviluppare. La prima riguarda le tecniche manuali, cioè gli strumenti . La seconda concerne l’espressione degli strumenti attraverso la struttura corporea. La struttura corporea potenzia questi strumenti e questo è un requisito importante. E’ il modo in cui si usa il Dan Tian per allineare mentalmente il corpo in modo corretto dietro la mano che colpisce o difende. Terza e quarta: è necessario avere tempismo e posizionamento. Con un corretto posizionamento gli strumenti prendono vita. Il posizionamento è vitale per neutralizzare ed allineare le forze vettoriali, per ottenere dei vantaggi tattici e può ridurre i tempi. E’ necessario inoltre avere sensibilità, e cioè esprimere ciò che proviamo e muoverci di conseguenza. Sensibilità significa ascoltare l’energia dell’avversario. Siete in grado di percepire una particolare energia che la persona trasmette e potete lavorare nell’ambito delle reazioni dell’avversario. Il vostro avversario, in breve, vi dice come preferisce essere colpito. La sua posizione o reazione vi permette di scegliere lo strumento più adatto in quel momento. In quella occasione posso applicare il giusto tempismo per utilizzare tale strumento ed avere la struttura corporea più adatta per potenziarlo.L’ultima componente è l’esperienza. Con l’esperienza si impara a riconoscere le possibilità e a selezionarle. Imparerete come limitare le vostre scelte e non sarete indecisi. Vi concentrate su quello che state facendo in quel preciso istante e sapete che questa è l’opzione migliore in quel momento.
AO: Potresti spiegarmi parte della metodologia che è alla base di questo concetto? Qual è il tuo approccio all’insegnamento e all’allenamento?
RC: Sai il Wing Chun è sempre la stessa disciplina, le differenze maggiori consistono proprio nel modo in cui le persone si accostano all’insegnamento. Molte persone semplicemente non capiscono la metodologia del sistema. Quello che cerco di fare è trasmettere ai miei studenti una chiara comprensione della metodologia del sistema e lasciare che la utilizzino per guidare il loro stesso allenamento e per sviluppare i loro stessi attributi. La metodologia di un sistema viene chiamata “Faat Mun” in cinese; è l’arte del sistema, il modo in cui i fondatori volevano rendere la loro arte molto funzionale. Ogni sistema ha una sua metodologia. Ad esempio, il Choy Lay Fut usa prevalentemente ponti lunghi. Il Wing Chun si concentra sui ponti brevi. Il secondo è chiamato “Gung Lik” cioè gli attributi, la giusta forza da sviluppare nell’allenamento. Il modo migliore per svilupparlo è attraverso “San Sao”, che vengono considerate esercitazioni d’isolamento . Ad esempio, gran parte del Wing Chun consiste nell’essere presente, imparare la prima forma e gran parte di quello che si deve fare è semplicemente stare lì in piedi senza muoversi. Credo che le persone non debbano solo sviluppare le loro posizioni forti rimanendo fermi , ma debbano sapere come muoversi e renderle pratiche. Ad esempio molte persone fanno esercizi di Pak Sao (schiaffi sulle mani) ma sono fermi in piedi ed eseguono la ripetizione. La maggior parte della gente si allena per il Pak Sao in modo molto fisso e stazionario, mentre è importante all’inizio camminare e muoversi. Chiedo ai miei studenti che facciano anche esercizi d’isolamento.
AO: Esercizi d’isolamento?
RC: Sì, faccio esercizio con il manichino di legno e con le forme e poi li pratico singolarmente. In questo modo i praticanti possono sviluppare meglio le loro capacità; la velocità, la forza, la sensibilità e così via.
AO: Bene, e questo porta anche al Chi Sao (mani attaccate)
RC: Certo !
AO: Ho notato che molte persone sembrano allenarsi per il Chi Sao in modo tecnico e meccanico senza molta esplorazione o sperimentazione. Come eviti che questo accada con il tuo sistema? RC: Negli anni ho sviluppato metodi concettuali per aiutare gli studenti nelle esercitazioni.
AO: Possiamo approfondire questo punto?
RC: Certo. Lo Wing Chun ha già avuto una progressione. Chi Sao, Luk Sao ecc. questi sono metodi meccanici, non spiegano veramente le strategie dietro ai metodi. Ad esempio a me piace dire ok ci sono circa una dozzina di strumenti di base per il Chi Sao – diciamo Pak Da, Lap Da, ecc , anche se sei abbastanza bravo in questi poi magari non sei molto sicuro riguardo a come variarli o cambiarli. E’ necessario avere metodi diversi. Io ho preso questi metodi e li ho scomposti. Ho quattordici modi diversi per scomporli, ma anche così facendo si può scoprire di più. E’ solo l’inizio, ci vuole tempo prima che uno studente riesca a passare dall’ignoranza alla saggezza. Il primo viene chiamato Mun Fa che significa chiedere e anche conosciuto come il metodo di ricerca o Yin Fa, che significa attrarre e introdurre. Quello che faccio è dare pressione ad un punto e questo dà inizio al mio metodo o strumento basato sulla reazione del mio avversario. In questo modo controllo e chiedo cosa farà il mio avversario. Quando faccio questo ricevo una risposta e sono meglio in grado di utilizzarla contro di lui. Ad esempio potrei mettere alle strette un avversario; se reagisce in un certo modo con sentimento e sensibilità, posso usare il concetto Tan Da. In un altro caso quando vengo messo alle strette, potrei aver bisogno di scappare da quella pressione, questo viene chiamato Jou Fa il metodo della fuga. Questo è ancora un altro metodo e cioè quando scappo dalla pressione e questo mi fornisce un altro strumento. Ad esempio posso fuggire dalla pressione e poi arrivo con Tan Da. Il mio non è solo un modo tecnico di fare una cosa, ma è un sistema per usare il metodo mentale al fine di guidare e creare i cambiamenti nei movimenti da qui. Un altro metodo viene chiamato Jeet Fa o intercettazione. A volte le persone possono attaccare molto in fretta ed in un solo battito potresti essere colpito. Quello che bisogna fare è rompere la velocità dell’avversario e batterlo in quell’attimo: devo intercettarlo. Supponiamo che sia sul punto di darmi un pugno e colpirmi e io lo intercetto in ¾ di battito o in un battito: questo è un metodo di intercettazione. A volte vedo delle opportunità e le sento e vedo che l’avversario non ha tempo di muoversi così potrei introdurmi e colpirlo: vedo l’opportunità e gliela rubo . Il leaking è diverso, è quando passivamente incontro e approfitto di quella situazione in quel momento. Un altro metodo che pratico è quando mi piace osservare come mi difenderei da un certo attacco e provo il movimento sul mio avversario. Perciò potrebbe essere dove collego un movimento all’altro: è un altro metodo. Questo metodo viene chiamato Jiu Fa, ed è il metodo dell’incrocio e del movimento. I metodi di evasione o Sim Fa riguardano lo studio delle modalità di spostamento del corpo, come schivare i colpi e muovere il corpo. Ci sono due varianti di questo, una dove utilizzo la piccola evasione e semplicemente sposto il tronco per fuggire e un’altra dove utilizzo il metodo di grande evasione e uso i miei passi per fuggire. Ci potrebbe anche essere un metodo dove devo guidare l’avversario verso muri, oggetti e diverse direzioni, questo viene chiamato il Dai Fa, metodo di guida. Stai cercando di colpirmi, ma io ti guido e ti indirizzo o ti metto in un’altra situazione in cui per te non ci sarà un buon risultato. Avevi intenzione di colpirmi ma ovviamente ho preso controllo della situazione. Un altro metodo è quando un avversario mi fornisce molta potenza o forza ed io la prendo in prestito. Questo è un altro metodo mentale, il metodo di prendere in prestito. La forza del mio avversario viene a me, io la prendo, la assorbo nella mia struttura e posso usare il suo potere contro di lui poiché il mio corpo è come una grande sorgente, tu mi spingi a terra e poi io ritorno e te la rilascio nuovamente. Ci sono anche metodi di sradicamento. Con il termine sradicamento non mi riferisco solo al corpo e posizione, cerco di sradicarti mentalmente. Il contrario viene definito affondamento, ho un metodo per farti crollare, far crollare la tua struttura o farti smettere di cercare opportunità e tentativi di colpirmi o approfittare della situazione. Esiste anche un sistema per ingoiare la forza o per assorbirla e modi di estendere la mia forza e di espellerla. Utilizzando di nuovo l’analogia il mio corpo è come una sorgente, tu la spingi dentro di me ed io la assorbo, quando lasci andare io la lascio sgorgare e ti colpisco: è un metodo naturale. Esiste anche un metodo per collegare e scollegare il corpo che chiamo Tuen Fa. Sconnetto la mia mano dal corpo, non intendo solo togliere o sospendere ma proprio lasciarla cadere e piegare i legamenti. Posso interrompere o collegare i miei strumenti con la struttura corporea in qualsiasi momento. L’idea principale che si nasconde dietro il mio enfatizzare i metodi mentali è che i praticanti di Wing Chun dovrebbero avere delle parole chiave in aiuto, una specie di luce guida. In questo modo il praticante può dire:”Bene ciò che mi serve è la sensibilità, ho bisogno di un vocabolario che spieghi i miei metodi, altrimenti sarà sempre lasciato al caso e non avrò mai un metodo. Questi quattordici metodi non sono incisi nella pietra, ma sono quattordici efficaci linee guida che utilizzo per aiutare gli studenti a comprendere il concetto. Viene spesso detto nel buddismo Chan (Zen): se lo studente è deluso egli ha bisogno che il suo sifu lo guidi; ma quando lo studente è illuminato può guidarsi da solo. Il mio metodo di allenamento è semplicemente un mezzo per portare l’ignorante alla saggezza.
AO: Da quando li uso nel mio addestramento personale, ho notato che si dissolvono gli uni negli altri, non sono separate ma lavorano insieme in collegamento con l’intero sistema.
RC: Questo è proprio come dovrebbe essere!
AO: Ho sentito che hai fatto un accenno all’intenzione (Yi). Hai forse detto che questo sistema migliora l’intenzione del tuo allenamento?
RC: E’ vero, certo che lo fa! Devi avere un’intenzione e una direzione per avere successo! Alcune persone parlano di una formula universale per il successo basata su quattro fattori: 1) E’ necessario avere un obiettivo, 2) devi stabilire un riferimento temporale 3) devi avere un piano per raggiungere questo obiettivo. A volte raggiungendo questo obiettivo abbiamo anche il punto 4) secondo cui è necessario assestare i piani di conseguenza . A volte le cose non si verificano seguendo delle tempistiche esatte o i fattori stabiliti ed è necessario eseguire degli “aggiustamenti”. Se vi ponete un obiettivo nel vostro Wing Chun, potrete ottenere sicuri successi.. Se il vostro obiettivo è essere un grande lottatore di Wing Chun, allora il vostro apprendimento dovrà essere mirato alla lotta. Se il vostro obiettivo è ottenere nell’ambito del Wing Chun un’ottima posizione allora dovrete studiare che cosa migliora e rende più attraente la posizione. Certo il Wing Chun è stato creato per il combattimento e condivido l’opinione che posizioni piacevoli non rendono il Wing Chun più efficace.
AO: Visto che parliamo di posizioni ed in qualità di praticante di medicina cinese, hai spiegato molto riguardo all’allenamento Siu Nim Tao ed accennato a pro e contro. Hai anche detto che se l’allenamento viene praticato in modo troppo statico può causare stagnazione?
RC: La teoria della medicina cinese afferma che il Chi deve scorrere normalmente, perciò se il Chi non scorre è ostacolato. E’ il fegato che governa il fluire del Chi nel corpo. Vediamo spesso casi di stagnazione del Chi, quando il corpo è rigido ed il praticante erroneamente usa solo le spalle per sprigionare forza. Per questo motivo si crea molta stagnazione nell’area delle spalle ed il punto 21 della vescica biliare tende ad essere rigido insieme ad altri punti della vescica biliare nella stessa area. Alcune persone non si allenano in modo corretto quando tendono ad essere molto rigide nelle loro posizioni; le ginocchia sono rigide e i piedi ruotati internamente di 45° e la persona è seduta in una posizione fissa e rigida. Questo sistema di allenamento causa la stagnazione del Chi e del sangue. Secondo la medicina cinese questo metodo non è molto salutare, il Chi deve sempre muoversi. Se il Chi non si muove, si crea un ristagno e questo può creare un aumento del chi yang del fegato. Si vedono molti incidenti nel Wing Chun dove le persone hanno una sindrome da innalzamento del Chi. Si notano sintomi quali l’arrossamento degli occhi, un cattivo carattere, viso arrossato, sensazione di disagio e di irritabilità. Manifestano una tendenza a gridare e hanno un atteggiamento aggressivo. Vedo molte persone nel Wing Chun che tendono ad essere molto aggressive ed egoiste. Non penso che sia il normale spirito di combattimento di un praticante di arti marziali. Quello che vedo succedere è che la pratica li rende iperattivi nello yang del fegato o nel Chi del fegato rendendoli mentalmente o emotivamente squilibrati.
AO: In qualità di praticante di medicina cinese, mi viene in mente un’immagine del canale di fegato o vescica, che sono canali del legno, e vedo la differenza tra uno Wing Chun vibrante come un albero e uno Wing Chun che non è vibrante come il legno. Potete considerarlo come una proiezione mentale del sistema stesso.
RC: Penso che le persone che praticano il Wing Chun siano molto orgogliose per una buona ragione: siamo il sistema madre di Bruce Lee e di un sistema molto famoso in tutta la Cina moderna. Ho avuto modo di notare comunque una tendenza ad un eccesso di aggressività in molti praticanti e penso che non siano sufficientemente bilanciati nel loro allenamento. Quando parliamo di struttura corporea, un concetto e pratica fondamentale, parliamo di allineamento di forze vettoriali. Non parliamo mai di un colpo come di un’entità a sé stante con solo la spalla perché è separata dall’organismo. L’intero organismo quando colpisce dovrebbe avere ogni sua parte dalla testa ai piedi connessa a quel colpo. L’intenzione è che c’è allineamento, c’è il posizionamento del bacino, la presa del piede sul terreno in quel preciso istante. Molte persone insegnano ad esempio che dovete far presa sul terreno con le dita quando siete in piedi nella vostra posizione di base. Se lo fate però la vostra posizione di Wing Chun diventa rigida . Il modo corretto sarebbe invece quello di rilassare le dita dei piedi, esiste un certo punto in cui le dita fanno comunque presa, ma non far presa con tutte le dita allo stesso momento.Dovete anche avere immaginazione ed usare il vostro intento. Dovete immaginare che c’è una forza vettoriale che parte dal rene 1 ed arriva al tallone e collega attraverso la gamba il ginocchio, il bacino, dal bacino la vita, dalla vita la gabbia toracica e poi la spalla. La spalla è collegata al gomito e prosegue verso l’esterno. Tutte queste parti sono collegate e funzionano come un’unità. Sono elementi che sottoponiamo a stress. Quando riceviamo una forza, noi al contrario la utilizziamo per radicarci al suolo. Lo stress della pressione del nostro avversario causa una ipertrofia dell’osso perché stiamo estendendo la struttura muscolare per combattere contro la gravità. I muscoli devono tenere le ossa al lor posto causando un’ipertrofia delle stesse , rendendole più robuste e più forti. Questo è l’allenamento di base, è l’idea della forza allenata o “Gung Lik” nel nostro sistema. Facciamo anche pratica con l’idea che eseguiamo dei movimenti di torsione e con essi allunghiamo i tendini, causiamo nuovamente uno stress alle ossa facendo sì che una forza minore agisca sulle ossa provocando uno sviluppo osseo, muscolare e tendine. Questo corrisponde ad un antico detto : “Internamente esercita il respiro; esternamente esercita lo sviluppo della pelle, dei muscoli e delle ossa”. Questo significa che esternamente ci alleniamo con i movimenti delle arti marziali. Alleniamo la pelle perché è attaccata ai muscoli, che sono attaccati alle ossa e ai tendini.
AO: Ritornando alla posizione, la posizione per il Wing Chun è ovviamente basata sullo sviluppo dell’energia per il combattimento ed in questo emergono dei pro e contro per l’allenamento della posizione del Wing Chun.
RC: La posizione non è fissa. Credo che i primi traduttori di arti marziali non avevano nulla a cui equipararla, forse cercavano di paragonare i movimenti delle arti marziali con quelli occidentali della scherma o della boxe pensando che fossero una serie di posizioni diverse. Nessuno però assume una posizione e combatte da quella posizione. Una posizione è sempre dinamica e mutevole. In cinese la chiamiamo “Ma Bo”, “Ma” significa “cavallo” e “Bo” significa “passo”. I praticanti di arti marziali parlano di “Bo Fa” come metodi dinamici e non statici. Non parliamo di una posizione come un’entità fissa, solo nelle arti marziali cinesi contemporanee è diventata una identità fissa. La posizione non è fissa, non è mai fissa. C’è una fase attiva della posizione o meglio diremmo della struttura corporea. Poiché utilizzo una traduzione inglese è coordinata con i metodi del tronco , che in cinese viene tradotto “Shen Fa”. “Shen fa” e “Bo Fa” lavorano insieme. Bo Fa è il sistema del passo e rappresenta la fase attiva, cioè quando viene applicata la forza. C’è anche la fase passiva, in cui si assorbe la forza dell’avversario. Il vero Wing Chun applica tutto questo nel modo corretto. Tutto ha origine dal lavoro del piede. Esso si trasferisce nei metodi del corpo e del busto e produce molta energia per i nostri mezzi. Non non solleviamo molti i nostri piedi, quello che facciamo è scivolare verso la posizione e poi ci rilassiamo, sprofondiamo e ci radichiamo. Non si tratta soltanto di fermarci e applicare la forza da quel punto. Da qui è una questione di preferenza nelle distribuzioni del peso corporeo che differenziano e delineano i diversi metodi di Wing Chun. Alcune scuole affermano che il peso sia al 100% sulla gamba posteriore, e allo 0% su quella anteriore. Altre scuole sostengono che il peso sia al 99% sulla gamba posteriore e all’1% sulla gamba anteriore. Forse queste scuole hanno dovuto preoccuparsi dei movimenti della gamba soprattutto agli inizi così vogliono proteggere in questo modo la gamba che guida. A mio parere l’aspetto funzionale è sempre rappresentato nella distribuzione del peso al 50%. Se siete attivi e volete spostare qualcuno il peso deve andare dalla gamba posteriore a quella anteriore e allora riuscirete a spostarlo e poi potrete ritornare alla vostra posizione neutrale. Se scegliete la distribuzione del 99% sulla gamba posteriore e questa è anche la preferenza della vostra scuola va bene. Ma cercate di comprendere la funzione della vostra posizione. Ho una tendenza a preferire 50/50 perché penso che sia la cosa più neutrale ed equilibrata. Poi se ho bisogno di andare nell’altra direzione posso semplicemente spostare tutto il mio peso verso un’altra angolatura. C’è un tempo ed un luogo per ogni distribuzione del peso. Il Wing Chun non dipende da un modello fisso e perciò non possiamo dire: “la mia posizione è sempre 50/50 e questo è l’unico sistema che funziona”; tutto dipende dalla tua relazione con l’avversario, da questa infatti dipenderà il peso. Dovete neutralizzare la forza del vostro avversario in ogni momento nel Wing Chun. Quando usate la prima forma, usate il vostro tempismo e la vostra energia, comunque se volete allenarvi mettete sempre più peso su una gamba. C’è anche un detto nel Wing Chun è cioè stare in piedi come una gru. La gru è sempre su una sola gamba. Se state su una sola gamba, quella gamba sarà sempre attiva è così avrete modo di allenarvi e svilupparvi. Nel nostro metodo alcuni potrebbero affermare in modo scorretto: “ Bene allora se scegli 50/50 sei doppiamente radicato” . Queste persone non capiscono cosa significa distribuire il peso 50/50 su entrambe le gambe; parliamo di una relazione tra me e il mio avversario, che significa che posso controllare il collegamento e la relazione nell’avere il peso del mio avversario su di me. Se fossi doppiamente radicato, significherebbe avere il peso del mio avversario su di me e poi distribuire il mio peso su una gamba , provocando così la mia immobilità e la mancanza di controllo sulla situazione. Questo significa essere doppiamente radicato! Significa stagnazione! Se ricevete il peso del vostro avversario riuscite a controllarlo e a muovervi di conseguenza, altrimenti sarete doppiamente radicati. Spero di essere stato chiaro. Forse solo alcuni praticatni di Tai Chi e di Wing Chun riescono a capire il significato delle mie parole.
AO: Dal punto di vista della medicina cinese la posizione dello Wing Chun presenta dei pro e contro. Esso aiuta il fuoco, ma ne genera troppo se non viene capita correttamente.
RC: Ah certo, la stagnazione del Chi, la posizione è bloccata e rigida. Il bacino è bloccato in avanti, i piedi sono girati verso l’interno con un angolo di 45° e il peso affonda, potreste inclinarvi all’indietro e le spalle sono bloccate. A mio parere vengono bloccati i canali del fegato e della vescica biliare, cioè l’elemento del legno nella teoria cinese dei cinque elementi. Dall’elemento legno nasce molto facilmente l’elemento fuoco. Se c’è stagnazione nei canali del fegato e vescica biliare si può creare molto fuoco nel corpo che può creare squilibrio nel vostro cuore e spirito. Ed è per questo motivo che molto persone nello Wing Chun sono aggressive: è l’effetto collaterale di un allenamento scorretto.
AO: Potresti approfondire questo concetto, perché c’è qualcosa di particolare in quello che hai detto.
RC: Quando insegno il mio sistema desidero che ai miei allievi sia ben chiaro cosa stanno praticando. Non mi piace essere un insegnante che espone molte teorie e tecniche. Alla teoria manca sempre l’elemento dell’esperienza. Abbiamo l’idea di poter fare qualcosa ma non siamo sicuri di quale risultato potremo ottenere. Abbiamo una teoria, cioè una ipotesi riguardo ad un risultato possibile. Penso che sia meglio se parliamo di principi. Penso che gli insegnanti dovrebbero avere una reale esperienza, dovrebbero conoscere attraverso l’esperienza: così dovrebbe funzionare, ma in realtà so che non funziona . Così un insegnante dovrebbe trasmettere ai suoi studenti principi e non teorie. Lo stesso si applica ai concetti. Gli insegnanti dovrebbero insegnare concetti e non tecniche. Le tecniche sono semplicemente esempi di concetti, congelati nel tempo. Penso che troppe persone nel Wing Chun si blocchino nella fase delle tecniche e rimangano tecnici mediocri. I concetti sono idee, proprio come stiamo discutendo adesso. Se ad uno studente viene dato un concetto dall’inizio, invece di fargli affrontare 200-300 tecniche diverse, egli potrà adattarsi alle circostanze e creare le proprie tecniche se necessario. Un’analogia che amo utilizzare nella fitoterapia cinese, quando vedo una persona con un disturbo particolare so che una certa formula di erbe può giovare a quel disturbo specifico e se identifico altri sintomi aggiungo altre erbe. Questo è il segno distintivo di un erborista competente. Un buon praticante di Wing Chun dovrebbe essere come un maestro di medicina esperto nel fornire la medicina giusta per guarire un disturbo. In altre parole, un praticante di Wing Chun deve essere in sintonia con il momento quando viene attaccato.
AO: Dal mio punto di vista ho avuto la sensazione che insegnandomi il concetto tu mi abbia aiutato ad auto insegnarmi. Posso vedere da solo la tecnica. Questo abolisce l’idea di inseguire migliaia di tecniche.
RC: Esattamente ! Molte persone hanno familiarità con il Tan Da, un concetto rudimentale del sistema. Ci sono molte varianti del Tan Da, ma molte persone prendono solo un modo come la tecnica. Si può dire che esiste solamente una variante ? Se fornisci ad uno studente il concetto sicuramente ne scaturiranno numerose e diverse varianti. Questa è l’idea che sta dietro al Wing Chun ! Il Wing Chun dovrebbe essere vivo. Il significato del nome di quest’arte è “elogio alla primavera”. La primavera è la stagione in cui le cose sbocciano e si rinnovano. Noi dobbiamo portare i praticanti a questo livello, allo stato in cui l’arte è viva, in cui la persona può cambiare e adattarsi alle circostanze, quando lo studente è in grado di utilizzare questa arte in ogni circostanza e non se ne preoccupa.
AO: Questo significa ritornare all’idea che le forme non sono solo una serie di tecniche ma sono reali espressioni che si assimilano e si sviluppano.
RC: Le forme sono concetti. Sono un aiuto per memorizzare cose diverse, che in altro modo potrebbero essere dimenticate. Aiutano nella comprensione dei concetti contenuti neiprincipi fondamentali. Ad esempio la prima forma insegna come usare la linea centrale ed ad esserne consapevoli. Affrontate l’avversario con la linea centrale, occupatela e controllatela. La seconda forma insegna come cambiare la linea centrale e come muoverla. La terza forma insegna come raggiungere nuovamente la linea centrale se l’avete persa e come entrare nella linea centrale dell’avversario dagli ingressi esterni. Quando si impara lo Jong (manichino) è un insieme di questi principi della linea centrale. L’addestramento con l’asta nello Wing Chun è un’estensione della linea centrale e l’addestramento con le lame è un’estensione a doppia linea della linea centrale. Certo l’addestramento delle forme non è sufficiente, perciò dobbiamo eseguire diverse esercitazioni estratte dalle forme per aiutare un praticante a sviluppare la comprensione attraverso l’allenamento e la pratica reale, così potrà visualizzare e rendere reali questi concetti e principi.
AO: Bene maestro, tu mi conosci, potrei continuare a farti domande tutto il giorno e tu potresti certamente rispondere ma penso che la rivista ne abbia avuto abbastanza di noi per il momento. Lascia che ti ringrazi personalmente per aver condiviso le tue idee sul Wing Chun.
RC: Grazie Alan. E’ un mio desiderio che i praticanti di Wing Chun in Gran Bretagna possano sviluppare e diffondere questa arte. Così come chiedo ai miei discepoli di fare un giuramento e di sostenere quest’arte, spero che i praticanti di questa tradizione riescano a mantenere i principi e i concetti dei nostri antenati con dignità e rispetto. Spero che diano il credito dovuto e non inventino cose inesistenti disonorando i nostri predecessori. Spero anche che i miei compagni e colleghi si impegnino nel trasmettere quest’arte con onore e cavalleria e non abusino del sistema per interesse personale. Vedo spesso casi in cui vari maestri di quest’arte si approfittano dei loro studenti leali non svelando interamente i loro insegnamenti, facendoli pagare compensi spropositati ed altro ancora. Ed infine spero che il Wing Chun venga usato come mezzo efficace per sviluppare una consapevolezza di sé e per aiutare gli altri lungo il loro cammino, per trovare la pace interiore e per diventare membri produttivi di questa società e non criminali che utilizzano le arti marziali. Ho apprezzato il tempo che hai trascorso con me e ti ringrazio.
Alan Orr è un seguace di Robert Chu Sifu ed il rappresentante britannico del sistema Chu Sau Lei Wing Chun.